Matajur
passeggiata autunnale sul simbolo delle Valli del Natisone
Il Monte Matajur (1.641 mslm) è l’altura che sovrasta la città di Cividale. Ecco come raggiungere facilmente la cima attraverso un semplice e panoramico sentiero!
Il Monte Matajur
Il Monte Matajur è detto anche Monte Re e Baba in dialetto sloveno locale
Il Monte Matajur (1.641 mslm), detto anche Monte Re e Baba in dialetto sloveno locale, è l’altura che sovrasta la città di Cividale. Il nome infatti ha origine da Mont Major (Monte Maggiore di Cividale) che, nel tempo, è mutato in Mot Major, Mat Major, Matajor ed, infine, Matajur.
Il monte passò alla storia perché fu conquistato dai tedeschi nel corso della battaglia di Caporetto, episodio determinante per la tragica ritirata italiana.
Sulla sua sommità si trova la chiesetta del Cristo Redentore, costruita sulle macerie della cappella distrutta nella battaglia di Caporetto.
Questa cima è famosa per il meraviglioso panorama che offre: da qui si domina il Friuli! La costa istriana, la laguna di Grado, la pianura udinese.
Il sentiero
Vi sono svariati sentieri che portano a raggiungere la cima del Monte Matajur: alcuni più semplici, altri più lunghi e complessi.
Noi abbiamo scelto il sentiero più semplice, un anello che parte dal Rifugio Pelizzo (1.325 mslm), ma volendo potete cercare anche i sentieri che partono dalla frazione di Mersino o Cepletischis.
Prendiamo il sentiero 736 fino ad arrivare al primo bivio: possiamo scegliere di arrivare velocemente alla cima (0:45) oppure seguire un percorso più panoramico. Scegliamo la seconda opzione (CAI 750).
Da qui in 45 minuti arriviamo alle Malghe di Mersino, strutture malghive dette kazoni utilizzate per il pascolo estivo. Qui c’è un altro bivio, e la possibilità di raggiungere la cima percorrendo una dura salita. Ma noi continuiamo dritti verso i pascoli, dove troviamo altri 4 kazoni e un laghetto naturale utilizzato per l’alpeggio.
Ora il sentiero diventa ancor più panoramico e la vista spazia fino all’orizzonte. I ciuffi d’erba alta ormai secchi, i cespugli con bacche rosse, gli alberi con le prime foglie aranciate e rosse.
Il paesaggio è davvero mozzafiato e il vento freddo ed il cielo grigiastro lo rendono ancor più magico.
Siamo molto felici di aver fatto questa escursione per la prima volta in autunno: siamo sicuri che anche nelle altre stagioni sia meraviglioso, ma questi colori non li dimenticheremo facilmente!
L’ultimo pezzo per arrivare alla cima è il più difficile: un po’ ripido e più faticoso. Ma si tratta davvero di pochi metri e comunque anche questa parte si può fare in tutta sicurezza!
Una volta raggiunta la cima, per tornare al punto di partenza è sufficiente seguire le indicazioni per il Rifugio Pelizzo (sentiero 736) e in un’oretta si scende direttamente il versante per arrivare al rifugio.
La discesa non è ripida, solo un po’ fangosa, e non presenta alcuna difficoltà.
dislivello in salita (metri)
quota massima (metri)
quota minima (metri)
tempo di percorrenza (ore)
- difficoltà
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